Vittoriale degli Italiani

 

 

Il Vittoriale degli Italiani è un complesso di edifici, strade, piazze, un teatro, giardini e corsi d'acqua eretto tra il 1921 e il 1938, costruito a Gardone Riviera, sulle rive del Lago di Garda da Gabriele d'Annunzio, con l'aiuto dell'architetto Giancarlo Maroni, in memoria della "vita inimitabile" del poeta-soldato e le imprese degli italiani durante la Prima Guerra Mondiale. Il Vittoriale oggi è una fondazione aperta al pubblico e visitato da circa 180.000 persone.

 

 

 

 

 

 

Il Musa

 

 

Oggi i musei sono uno strumento di sviluppo: culturale, sociale, economico, turistico, non soltanto una raccolta, più o meno importante, di testimonianze del passato. L’Amministrazione comunale di Salò ha dimostrato di saperlo ristrutturando in modo superbo l’antico edificio di Santa Giustina.
Finalmente le sue molte, grandi e luminose sale ospitano, in un percorso tematico, tutte le preziose raccolte di una città che – non a caso – i dominatori della bellezza veneziani chiamavano “la Magnifica Patria”: opere d’arte, raffinata liuteria, antichi macchinari, la collezione del Nastro Azzurro, persino mummie stravaganti sono il tesoro che circonda il chiostro dove si svolgeranno concerti, spettacoli, incontri, mostre

 

 

 

 

Giardino Botanico

 

Il Giardino Botanico Fondazione André Heller, noto anche come il Giardino Botanico A. Hruska, è situato sul Lago di Garda, a Gardone Riviera in Provincia di Brescia.

Intorno al 1901 Arturo Hruska, di origine cecoslovacca, medico, dentista, naturalista e botanico, si trasferisce dall’Austria a Gardone Riviera. 
La bellezza e la luminosità del Lago  colpirono il medico tanto da fargli acquistare un terreno. Ed è qui che Hurska comincia a progettare il suo giardino botanico che sorse tra il 1912 e il 1914 in una fitta foresta di bambù, laghetti giapponesi, corsi d’acqua, cascate e piante alpine. Questo fu il predecessore del Giardino Botanico Fondazione André Heller cui appartiene dal 1989 e che ospita al momento circa 3000 specie di piante. Nei circa 10.000 metri quadrati sono presenti specie botaniche di ogni parte del mondo, dalle Alpi all’Himalaya, dal Mato Grosso alla Nuova Zelanda, dal Giappone all’Australia, al Canada, all’Africa.
Quest’incredibile varietà si sposa armonicamente con le strutture artificiali create nel giardino ed è arricchita da sculture contemporanee e da effetti scenografici sorprendenti, una piacevole sorpresa quindi per il visitatore che può godere dell’opportunità di compiere un viaggio inconsueto in un mondo che coniuga natura ed arte, ambedue di qualità internazionale, tra le sculture di artisti come Keith Haring, Roy Lichtenstein, Erwin Novak, Susanne Schmoegner, Rudolgh Hirt.

Museo della Carta

 

 

Sede di una tradizione produttiva avviata nel Trecento, polo cartario d’ importanza primaria nei territori della Repubblica Veneta tra Quattrocento e Settecento, terreno di originali vicende imprenditoriali tra Otto e Novecento, la Valle delle Cartiere di Toscolano Maderno ha conservato imponenti testimonianze del suo passato industriale inserite entro un ambiente che appare in suggestivo contrasto con quello della Riviera. La cartiera mantenne la sua attività fino al 1962 e con essa cessò la produzione di carta in Valle. La sua longevità ha consentito di conservare l’unica ciminiera rimasta intatta tra le numerose che popolavano la valle ma, soprattutto ha permesso di cogliere ancora la memoria degli ex dipendenti in modo da ricostruirne la distribuzione delle funzioni produttive nei diversi ambienti. Il recupero degli edifici di Maina Inferiore, eseguito tra il 2000 e il 2007, ha ripristinato un Polo produttivo di alto valore con riferimento alle carte artigianali speciali e alle carte filigranate. 
Il fascino del paesaggio della valle, caratterizzata da ripidi versanti e chiusa fra strette forre, deriva anche dalla ricchezza e dalla varietà della sua vegetazione, frammista ai ruderi e agli spazi dell’ antica industria.

 

 

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